LA BELLA, DURA, AFFASCINANTE E STRUGGENTE TRE CAMPANILI

di Jessica Mammarella
 
La Tre Campanili è una gara insolita e senza paragoni. E’ definita una mezza maratona, ma conta qualche centinaio di metri in più e raggiunge una quota altimetrica di ben 1028 metri. E’ una gara Internazionale di corsa in montagna con terreno misto fra asfalto, sterrato, sentieri e cemento… quasi un trail direi.
Sul sito stesso la corsa viene descritta come dura, bella, affascinante e struggente. Fino a ieri mi sembravano parole buttate lì a caso e, invece, le ho ritrovate in quei 22km.
A Vestone, in provincia di Brescia, si sfiorano i 40°, eppure tutti gli organizzatori sorridono e assistono i runner nei rituali di ritiro pettorale, deposito borse ed ingresso in griglia.
Pochi minuti alla partenza, a sorpresa l’Inno Italiano in sottofondo fa salire l’adrenalina e ci accompagna al conto alla rovescia… tre, due, uno… si parte!
Si caricano le gambe con una lunga e costante salita che da 300 metri porta a quota 500 in poco più di 6km. Il sole batte sulla testa e l’afa non aiuta a respirare. Lungo un limpido torrente con incantevoli cascatine si alternano tratti in pieno sole a piccoli ritagli di piacevolissima ombra.
Da subito capisco che il mio personal best sulla mezza discosterà molto dal risultato che riuscirò ad ottenere qui oggi. La Tre Campanili non è una normale mezza maratona con un dislivello importante, è una corsa a sé, davvero unica.

Attesissimo ristoro ai piedi della vera salita che non dà tregua fino al quattordicesimo chilometro: su strada inizio ad alternare camminata e corsa, poi comincia il sentiero umido e scivoloso tra terra, fango sassi e radici. Con le scarpe da trail mi sarei sentita più sicura della presa sul terreno, invece devo stare attenta ad ogni passo, tutti scivolano spesso e per fortuna ritrovano equilibrio senza cadere. (LEGGI TUTTO)

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